• ATTIVITA’ SPORTIVA e VARICI

    ATTIVITA’ SPORTIVA e VARICI

    Le vene varicose sono vene che hanno perso il loro normale tono e per cui si presentano permanentemente ben visibili, ingrossate e con tipiche ”tortuosità”. Attualmente il termine più appropriato per indicare questa condizione è detta ”insufficienza venosa cronica” IVC. Le vene varicose sono causate dal cattivo funzionamento di particolari ”valvole” situate all’interno delle vene degli arti inferiori soprattutto nelle vene safene che servono per facilitare il ritorno del sangue al cuore, per cui l’incontinenza valvolare provoca il ristagno del sangue che a lungo andare sfianca le pareti delle vene stesse.
    L’IVC è dovuta di solito ad una predisposizione familiare, colpisce circa il 33% donne ed il 18% degli uomini, aumenta con l’età, il numero di gravidanze ed il peso corporeo obesità ed è in stretta correlazione con l’uso di contraccettivi e traumi di vario genere alle gambe.
    La comparsa di sottili linee blu che delineano le vene sotto la cute o la presenza di gruppi di capillari possono essere un primo segno dello sviluppo della malattia varicosa, soprattutto se associati ai tipici sintomi, quali senso di pesantezza della gamba la sera, prurito, sensazione di bruciore, smania notturna ed occasionali crampi notturni gambe senza riposo, mentre il gonfiore è di solito presente la sera, circoscritto alla caviglia ed al piede, ma può diminuire o anche scomparire durante la notte. I sintomi possono accentuarsi dopo che si è stati a lungo in piedi, soprattutto se fermi ed in ambienti caldi, nei mesi estivi in genere, durante il ciclo mestruale e nelle prime fasi della gravidanza. Fondamentali sono le calze elastiche a compressione graduale, studiate apposta per chi soffre di vene varicose scegliere attentamente il modello adatto con l’aiuto dello specialista, infatti ad oggi rappresentano la migliore protezione per la comparsa e l’evoluzione dell’IVC negli sportivi soprattutto professionisti, ma migliora il rendimento sportivo del 15 che nei soggetti sani.

    TIPI DI SFORZO NELLA PRATICA SPORTIVA
    STATICO

    E’ interessata una massa muscolare ridotta in contrazione, a postura fissa e ad atti respiratori incongrui, con conseguente elevata sollecitazione valvolare venosa.
    Sport a sforzi statici: canoa, kajak, sci alpino, equitazione.
    Sport a sforzi statici intermittenti: rugby, pallavolo, pallacanestro, calcio, tennis.

    DINAMICO
    E’ sollecitata una massa muscolare più importante con movimento ed atti respiratori regolari: si ha un abbassamento delle resistenze periferiche ed una minore sollecitazione valvolare venosa.
    Sport a sforzo dinamico: marcia e corsa a piedi.
    Sport dinamici per eccellenza: ciclismo e sci di fondo.
    Un discorso a parte merita il NUOTO, infatti si tratterebbe di uno sport semistatico, ma la postura e la soppressione della forza di gravità compensano la parte statica dello sport facendone, dal punto di vista flebologico, uno SPORT RACCOMANDABILE.

    CHE TIPO DI SPORT PRATICARE O EVITARE?
    Senza la pretesa di essere esaustivi, vista la complessità dell’argomento, si possono delineare alcune linee guida:
    Soggetto normale e senza fattori di rischio: qualsiasi sport
    Soggetto normale con fattori di rischio: si a sport dinamici no a sport statici.
    Soggetto con varici: sport dinamici terapeutici es: nuoto, corsa, ciclismo
    Atleta con varici : sport dinamici previa correzione dell’IVC
    Un paziente “sportivo” con grosse vene superficiali all’arto inferiore è necessario che esegua una visita specialistica flebologica, con esame ecocolordoppler, alla ricerca di eventuali insufficienze valvolari con reflussi in condizioni di riposo, infatti sotto sforzo possono essere presenti reflussi da considerarsi “fisiologici” nello sportivo varici dello sportivo. Un atto terapeutico aggressivo e non giustificato funzionalmente, anche se dettato da esigenze estetiche, oltre a peggiorare l’iniziale inestetismo, può condurre alla costituzione di una malattia varicosa vera e propria.
    E’ intuitiva l’importanza della stretta collaborazione tra medico dello sport e flebologo per un corretto inquadramento diagnostico con precisa ricerca dei fattori di rischio familiari, costituzionali, funzionali e quindi una indicazione allo sport più appropriata.
    Un’attività sportiva corretta ricopre infatti un ruolo preventivo sulla patologia varicosa nei soggetti a rischio ed un ruolo fisioterapico sulle manifestazioni iniziali dell’insufficienza venosa. Al contrario la pratica, a livello agonistico ed anche amatoriale, di sport incongrui può scatenare una serie di reazioni che portano alla manifestazione della malattia varicosa con aggravamento dei sintomi presenti.

    Lo sport è salute specie in questo nostro mondo sempre più sedentario e deve essere praticato a tutte le età, ma bisogna ricordarsi che non tutti gli sport sono uguali e, nella scelta, una preventiva valutazione flebologica, permette di unire l’utile al dilettevole.

    Dott. Matteo Bucalossi
    Centro Salus Cecina
    Medico-Chirurgo
    Specialista in Chirurgia Generale
    Perfezionamento in Flebologia e Vulnologia
    Responsabile UO Chirurgia Valdisieve Hospital
    Responsabile Centro Vulnologico Valdisieve Hospital
    Professore a c. Università degli Studi di Siena
    tel. 3386892045

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